Spoon River
Teatro

Lo spettacolo, in forma di Drammalettura, è nato all'interno del progetto Porta del Teatro - Antonio Porta tra Teatro e Poesia, evento a ricordo di Antonio Porta svoltosi al Teatro Verdi di Milano il 24 novembre 2009. A venti anni dalla sua scomparsa e sullo stesso palcoscenico che aveva ospitato il suo ultimo lavoro teatrale, La festa del cavallo, si era voluto ricordare Antonio Porta nella sua dimensione forse meno conosciuta di scrittore teatrale, autore di testi rappresentati in diversi teatri e pubblicati in volume e su riviste, che, alla pari del suo lavoro poetico e dei suoi romanzi e racconti, si muovono tutti all'interno di una complessa ricerca progettuale. "Non mi sono mai appagato di una forma, ho sempre cercato di provocarne molte", diceva Porta parlando della sua poesia: una dichiarazione di poetica che si può senz'altro estendere a tutto il suo lavoro creativo, compreso quello di traduttore, di critico, di organizzatore culturale e di editore. La traduzione dell'Antologia di Spoon River rientrava anch'essa in questa dinamica poetica, svelando nella scrittura l'intrinseca teatralità contenuta nel mitico poema di Edgard Lee Masters.




Spoon River

di Edgard Lee Masters
versione di Antonio Porta

drammaturgia e regia di Gianni Buscaglia

con Antonio Ballerio, Paolo Bessegato, Marcello Cortese,
Enrico Maggi, Valeria Magli, Milvia Marigliano, Caterina Mattea,
Elda Olivieri, Silvano Piccardi, Gianni Quillico, Umberto Tabarelli

scena e costumi di Francesca Piotti
contributi video di Luciana Andreani
musiche di Tommaso Leddi 
disegno luci di Giovanni Paolazzi

Teatro Verdi, Milano, 2009



(Ho) "cercato di rispettare la sostanza dialogica dell'originale, conservando per ciascun personaggio un linguaggio proprio, in modo da trasmettere al linguaggio della poesia italiana il modello del monologo-confessione messo così felicemente a punto da Lee Masters. Per poter operare questa trasfusione si è seguito, lungo la strada obbligata del verso libero, quel ritmo che viene dettato dal respiro, assecondando la possibilità della poesia di essere pronunciata. Una linea mediana, in sostanza, tra oralità e scrittura, come conseguenza di quella teatralità che la cornice dell'opera suggerisce."

(Antonio Porta, postfazione alla traduzione dell'Antologia di Spoon River, Milano, 1987)