Tv e cinema

Due documentari per la TV

Del lavoro cinematografico svolto con la Rai (documentari e servizi per rubriche culturali) mi piace ricordare la realizzazione di due documentari, De là del mur. La poesia di Delio Tessa (1982), e Alla ricerca di Guido Morselli (1983). Due film su due autori che, in vita, non ebbero la dovuta attenzione da parte della critica e del mondo letterario. Delio Tessa perché oppositore fermo del fascismo e perché scriveva in un idioma che non era in sintonia con la retorica del regime in fatto di "lingua patria". Una voluta disattenzione che il grande poeta milanese, ma di respiro europeo, sconterà per troppo tempo anche dopo la sua morte nell’Italia ormai liberata dalla dittatura fascista. Attenzione e successo che non arrisero neppure allo scrittore Guido Morselli, e che arrivarono soltanto dopo la sua tragica fine, mentre in vita, forse anche per il suo carattere schivo e appartato, conobbe soltanto incompensione e silenzi da parte del mondo letterario e editoriale, non riuscendo a vedere pubblicato neppure uno dei suoi romanzi, apparsi tutti postumi e con successo dopo la sua morte.

 

De là del mur. La poesia di Delio Tessa

Soggetto, sceneggiatura e regia di Gianni e Aberto Buscaglia.
Montaggio: Antonio Utzeri
Fotografia: Rodolfo Schianni
Produzione: Rai 3 Programmi Regionali.
Negativo colore 16 mm.
Due puntate rispettivamente di 30' e 29' (1982)

Il documentario su Delio Tessa è stato probabilmete il primo contributo cinematografico sul grande poeta, apprezzato, fino a non molti decenni fa, solo da una ristretta cerchia di estimatori e di addetti ai lavori: Carlo Linati, Franco Antonicelli, Benedetto Croce e, nel secondo dopoguerra, Pier Paolo Pasolini, Francesco Mengaldo e il grande saggista e filologo Dante Isella. Isella, che ci aveva dato preziosi suggerimenti e che aveva scritto e letto l’introduzione al nostro originale radiofonico su Carlo Porta (Carlo Porta, milanese, 1975), e che proprio in quel periodo stava lavorando all’edizione critica dell’opera di Tessa (Einaudi, 1985), ci sollecitò ad occuparci anche del grande poeta milanese novecentesco erede della poesia portiana. Da questa spinta determinante nacquero una serie di trasmissioni per la radio e il documentario per la televisione, prodotto da Franco Iseppi, allora responsabile dei programmi culturali televisivi della Rai di Milano. Il filmato ripercorre la vita e l’opera di Delio Tessa (1886-1939) attraverso documenti fotografici, riproduzioni di quadri della pittura d'avanguardia europea tra le due guerre, immagini della Milano del tempo e di quella sopravissuta nella metropoli odierna, ricostruzioni di ambienti dell’epoca, testimonianze.  Tino Carraro interpreta magistralmente alcune tra le più significative poesie di Tessa ( Caporetto 1917 da L'è el dì di mort, alegher!, La mort de la Gussona,  La poesia della OlgaDe là del mur, A Carlo Porta, ecc.). Il profilo critico è affidato agli interventi di Dante Isella.

 

 

Alla ricerca di Guido Morselli

Soggetto, sceneggiatura e regia di Alberto Buscaglia.
Commento di Luciano Erba
Montaggio: Antonio Utzeri
Fotografia: Adone Nardi, Rodolfo Schianni
Produzione: Rai 3 Programmi Regionali
16mm, negativo colore, 27' (1983)

Il filmato ripercorre i luoghi della vita e della narrativa di Guido Morselli seguendo il filo dei suoi romanzi. Dalla villa di famiglia di Varese dove lo scrittore trascorse la sua dorata gioventù, alla Milano neorealistica del dopoguerra, fra case popolari e scali ferroviari dove si dipanano impossibili storie sentimentali; per poi seguirlo con Un dramma borghese e Divetmneto 1889 nella vicina Svizzera, tra grandi alberghi e incombenti montagne, e infine in una Zurigo deserta e privata totalmente dalla presenza umana (Dissipatio H.G.). Con fotografie d'epoca o mettendo in scena alcune pagine del suo romanzo Contropassato prossimo, il film ricostruisce alcuni momenti dei suoi romanzi "storici" che utilizzano la Storia e i suoi protagonisti per mostrarcene il paradossale rovesciamento, come l'inevitabile declino della Chiesa immaginato in Roma senza Papa. Sul significato dell’opera di Morselli intervengono il critico e filologo Dante Isella, lo scrittore saggista e editore dell'opera di Morselli Roberto Calasso e  lo scrittore Giuseppe Pontiggia.

 



Una sceneggiatura per il cinema: Un amore di donna

Di questo lavoro per il cinema, la collaborazione alla sceneggiatura del film Un amore di donna, per la regia di Nelo Risi, voglio ricordare il lavoro svolto insieme a mio fratello Alberto e all'altro coautore della sceneggiatura, Antonio Porta, grande poeta, scrittore e amico prematuramente scomparso, al quale ci legava una consuetudine di lavoro alla radio e in teatro.
L’esito del film, cooprodotto dalla RAI e da una emittente tedesca e interpretato da Bruno Ganz e Laura Morante, fu purtroppo piuttosto deludente.
Di questa collaborazione rimane comunque vivo il ricordo del lungo lavoro di scrittura con Antonio Porta nella sua casa milanese sul Naviglio Grande, la messa a punto delle sequenze e dei dialoghi e la fatica nel tentativo di costruire un racconto filmico ben strutturato partendo da un'esilissima novella di genere "rosa".  E poi ancora il ricordo, questa volta più amaro, di una proiezione privata del film in anteprima per i collaboratori, dalla quale, sbigottiti per quello che vedevamo, insieme a Porta ci allontanammo rapidamente a film non ancora terminato, mentre scorrevano i titoli di coda, protetti dal buio della saletta.
Sconfortati da quanto avevamo visto, ci ritrovammo a passeggiare lungo il Corso Sempione, a Milano, battuto da un gelido vento invernale, a lamentarci e ad imprecare per le incoerenti manomissioni e i grotteschi interventi sulla sceneggiatura che il produttore, autore anche del debolissimo soggetto, agevolato dalla timida rassegnazione del regista, aveva operato sul film durante le riprese, il montaggio e l'edizione, impoverendo ulteriormente il racconto e privando i personaggi di spessore e problematicità.


 


Due corti per l’opera Hyperion di Bruno Maderna e Virginio Puecher


Le rire o Dodici televisori Immagini cinetiche e forme astratte in movimento da materiali televisivi di repertorio. 
Il passato mi stava dinnanzi come uno spaventoso deserto Immagini documentarie di repertorio dei maggiori fatti “collettivi” accaduti nel mondo tra il 1964 e il 1977.

Regia di Gianni e Alberto Buscaglia
16mm, negativo b/n, 5' e 6'10" (1977)

 

Nell’autunno del 1977 il regista Virginio Puecher, maestro e amico dai tempi in cui io e mio fratello Alberto eravamo fotografi al Piccolo Teatro di Milano, dopo alcuni anni che non ci sentivamo per i rispettivi impegni, ci contattò per un lavoro che doveva realizzare al Teatro La Fenice di Venezia. Ci vedemmo nella sua casa di campagna, dove ci parlò del lavoro e ci mostrò il modellino della scena dell’opera balletto che doveva mettere in scena, Hyperion di Bruno Maderna, da Holderlin. Aveva bisogno di noi per affidarci la realizzazione delle parti filmate dell’opera, che doveva debuttare nel Teatro veneziano il 14 dicembre di quello stesso anno.
Il primo filmato doveva essere un montaggio dal ritmo rapidissimo con immagini ricavate da sigle televisive, un gioco grafico astratto e piuttosto ipnotico. Il secondo filmato invece un susseguirsi di immagini senza soluzione di continuità dei principali avvenimenti “collettivi” accaduti tra 1964 e il 1977, dal conflitto del Viet Nam alle grandi manifestazioni del '68, alla strategia della tensione in Italia, alla liberazione dal colonialismo in Africa, ecc. Entrambi i corti dovevano avere delle durate precise, dettate dalla partitura musicale.
Ritornare a lavorare con il Maestro con il quale avevamo collaborato negli anni della nostra formazione al Piccolo Teatro, era per noi un grande onore oltre che un grande piacere. Accettammo subito, naturalmente, nonostante il poco tempo a disposizione e il problema non secondario che in quel periodo sia io che mio fratello eravamo entrambi impegnati con la Rai; cosa che peraltro ci agevolò all’accesso degli archivi cinematografici della Rai di Roma per la ricerca del materiale di repertorio di cui avevamo bisogno. Lavorammo con il tempo contato: mentre Puecher provava l’opera in teatro a Venezia, noi, dopo le ricerche romane anche in archivi privati, a Milano montavamo il materiale cinematografico dei nostri due filmati e di quello che Puecher aveva girato per le calli veneziane con Severino Gazzelloni (flauto solista/attore nell’opera), lavorando con il montatore sulle basi musicali che Maderna aveva realizzato nello studio di fonologia della Rai. Arrivammo, come succede quasi sempre in teatro, sul filo di lana, dopo aver percorso la penisola tra Roma, Milano e infine Venezia, al Teatro La Fenice, dove l’opera di Maderna e Puecher andò in scena con successo, e dove noi incontrammo, grazie al nostro Maestro, scenografo e costumista delle nostre "future" prime regie teatrali, Carlo Paganelli e Daniela Zerbinati, allievi di Puecher all’Accademia di Brera e suoi collaboratori in teatro.

HYPERION
Lirica in forma di spettacolo di Bruno Maderna e Virginio Puecher
Da un testo di Friedrich Holderlin
Flauto solista Severino Gazzelloni
Soprano Marjorie Wright
Direttore Karl Martin
Regia Virgnio Puecher
Scene Carlo Paganelli
Costumi Daniela Zerbinati
Parti filmate Gianni e Alberto Buscaglia
Azione coreografica Rosita Lupi
Orchestra e Coro del Teatro la Fenice
Venezia, 1977

 





Le immagini
1 Delio Tessa; 2 Guido Morselli; 3 Delio Tessa; 4 Pagina autografa da "De là del mur" di Delio Tessa; 5 Dante Isella; 6 Tino Carraro;
7 Locandina di "Un amore di Donna.