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Rsi – Radio della Svizzera Italiana - Rete Due

Mr Hammett e l’ospite inatteso
Sceneggiato in quindici puntate
scritto e diretto da Gianni e Alberto Buscaglia

Selezione Prix Suisse 2013

 


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Lo sceneggiato prodotto dalla Rete Due della Radio della Svizzera Italiana e realizzato negli studi di Lugano, è stato trasmesso a partire dal 7 gennaio 2013, e ha per protagonista Dashiell Hammett, lo scrittore di “libri gialli” che nel breve spazio di tempo di quindici anni ha reinventato il prototipo letterario dell’investigatore del XX secolo, ha conquistato Hollywood e soprattutto ha segnato una svolta significativa per il genere giallo e poliziesco, incidendo, con la sua originale scrittura, anche sulla letteratura americana tra gli anni Venti e Trenta.

Nato a Saint-Mary’s County, Maryland, nel 1894, Samuel Dashiell Hammett visse fino alla fine degli anni Venti una vita disagiata e in condizioni finanziarie precarie, esercitando per una decina di anni la professione di detective presso l’agenzia Pinkerton, quel mestiere di “piedi piatti” che diventerà la cifra distintiva dei suoi più celebri personaggi e dei suoi grandi romanzi e racconti.

Dopo aver pubblicato, a partire dal 1922, i suoi primi racconti su diverse riviste popolari, nel 1929, con la pubblicazione dei primi due romanzi, Raccolto rosso e La maledizione dei Dain, Hammett incontra un notevole successo editoriale, confermato l’anno successivo con Il Falco maltese, che gli dà una improvvisa celebrità e molto denaro grazie all’immediato interessamento di Hollywood con l’acquisto dei diritti per la trasposizione cinematografica del romanzo. La prima versione di The Maltese Falcon fu realizzata nel 1931 per la regia di Roy De Ruth, ma la trasposizione cinematografica più celebre rimane quella firmata da John Huston nel 1941, sceneggiatore e regista del film, che si avvale della memorabile interpretazione di Humphrey Bogart nel ruolo del detective Sam Spade. Negli anni a seguire Hammett scrisse altri due romanzi, La chiave di vetro (1931) e L’uomo ombra (1934), entrambi divenuti film, il primo con Alan Ladd nella parte del detective Ned Beaumont (1942), il secondo diretto da W.S. Van Dyke e interpretato dalla celebre coppia William Powell e Mirna Loy. Hollywood si è spesso ispirato alle trame e ai personaggi di Hammett e tra il 1930 e il 1947 sono una quindicina le pellicole ricavate dai suoi romanzi e racconti.

L’avventura letteraria di Hammett si conclude quando lo scrittore non ha ancora compiuto quarant’anni. Da questo momento l’alcol diventa per lui un problema sempre più grave, complicato da continue depressioni e dalla tubercolosi. Nonostante la vita disordinata, esiste però anche un altro Hammett, l’uomo attento e partecipe ai problemi sociali che aderì al Partito comunista statunitense e alle battaglie per la democrazia mentre in Europa si affermavano fascismo e nazismo; che si batteva nel sindacato per rivendicare i diritti degli scrittori, e che dava prova di una forte statura morale pubblica quando, nel 1951, all’epoca delle persecuzioni maccartiste, rifiutò di rivelare i nomi di chi aveva contribuito a un fondo per sostenere le spese legali dei lavoratori marittimi condannati e reclusi a Ellis Island. Il silenzio di fronte ai membri della commissione McCarthy gli costò sei mesi di carcere. Hammett visse gli ultimi anni di vita in povertà, solo e malato. Muore il 10 gennaio del 1961 al Lenox Hill Hospital di New York.

Lo sceneggiato

Dopo aver scontato sei mesi di prigione per oltraggio alla corte, Hammett si ritira a Katona, nello Stato di New York, ospite di amici facoltosi, dove conduce vita ritiratissima. Un giorno riceve la visita inaspettata di un ex commilitone conosciuto durante il servizio militare nell’ultima guerra mondiale. La presenza poco gradita dell’amico, diventa l’occasione per riandare non solo ai tempi del servizio militare tra i ghiacci delle isole Aleutine in Alaska, ma anche per ricordare i momenti più importanti della vita dello scrittore: dal lavoro giovanile di detective all’agenzia Pinkerton, alla scoperta del talento letterario con i primi racconti per le riviste pulp, al successo con la pubblicazione dei primi romanzi e i facoltosi contratti con le case di produzione hollywoodiane per gli adattamenti dei suoi romanzi e racconti.

E poi gli affetti famigliari, la vita di sprechi, le donne, l’alcol, il suo rapporto con la scrittrice Lillian Ellman, l’impegno politico, la crisi della sua vena narrativa, e le persecuzioni del FBI e la famigerata caccia alle streghe della commissione McCarthy che lo condannerà al carcere. La visita dell’amico sembra anche riaccendere in lui il piacere della narrazione e forse il desiderio di un ritorno alla scrittura; così Hammett si lascia andare al racconto di una vicenda che forse lui stesso ha vissuto personalmente negli anni Venti, quando lavorava come “piedipiatti” per l’agenzia Pinkerton. E’ una storia di criminalità e d’indagine che si complica, s'intreccia e si confonde con le trame dei suoi romanzi e racconti, e che ha per protagonista un detective alle prese con una rapina da record e un mucchio esagerato di malavitosi, di soldi e di cadaveri.

Allo sceneggiato hanno partecipato, tra gli altri, Antonio Ballerio nei panni di Hammett, Augusto Di Bono in quelli del detective alter-ego dello scrittore, Claudio Moneta in quelli dell'ospite inatteso, Mario Cei, Enrico Bertorelli, Ketty Fusco, Alessia Vicardi, Anaj’ Traversi, Tatiana Winteler, Gianni Quillico, Marco Balbi, Riccardo Peroni, Diego Gafuri, Natale Ciravolo, Roberto Recchia, Massimo Zampetti.
Ripresa del suono e sonorizzazione di Lara Persia. Produzione a cura di Francesca Giorzi.