Teatro

Quando nel 1980, con mio fratello Alberto, ho debuttato nella regia teatrale, entrambi avevamo alle spalle un'importante esperienza di regia radiofonica e, soprattutto, la "scuola" maturata anni prima al Piccolo Teatro di Milano come fotografi di scena.
In quel Teatro avevamo avuto la possibilità di seguire da vicino il lavoro di Giorgio Strehler e di Virginio Puecher, e quello dei loro diretti collaboratori, gli scenografi, i costumisti, gli assistenti, i tecnici delle luci, quelli di palcoscenico, gli organizzatori, ecc. Insomma, grazie al nostro puntuale lavoro di fotografi, eravamo in contatto quotidiano con la straordinaria macchina teatrale di quella che allora era certamente l'istituzione più prestigiosa e all'avanguardia del teatro italiano; e da quell'osservatorio privilegiato potevamo seguire, passo dopo passo, il lavoro di costruzione degli spettacoli, dalla prima prova a tavolino con gli attori alle prove in palcoscenico, a quelle dei costumi in sartoria, al montaggio delle scene, al disegno delle luci, fino alla prova generale e al debutto, ricavandone una straordinaria e fondamentale lezione non solo di regia ma di teatro nel suo farsi.
Negli studi della Rai di Milano avevamo poi arricchito il nostro bagaglio artistico e professionale con il lavoro di scrittura e di regia radiofonica, dove era preminente anche il rapporto con gli attori. Con alcuni di loro si stabilì una forte e stimolante intesa professionale e umana, e fu quindi naturale, nel corso di quelle assidue collaborazioni, elaborare insieme alcuni nostri progetti teatrali e costruire così le condizioni per il nostro debutto sulle scene. 

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